Il mio compagno in lutto: l’orologio che continua a ticchettare

Questo è un articolo che ho scritto per i miei iscritti alla newsletter il mese scorso. Mi è stato suggerito dall’ascolto di tanti che hanno condiviso con me i cuori pesanti legati a determinati periodi della settimana, del mese o dell’anno. L’innesco temporale che si verifica più e più volte in quegli orari o in date particolari.

Molti di voi credono di essere l’unica persona colpita da questi trigger temporali. Che sei solo tu a fare queste cose o a sentirti in un modo particolare. Nel tuo dolore sembra che tu stia impazzendo quando giovedì alle 13 arriva ogni settimana, o il 6 di ogni mese. Di certo non sei pazzo.

Quindi ho voluto condividere con voi la mia storia dell’orologio, nella speranza che vi sentiate rassicurati sul fatto che la vostra esperienza è comune a tanti che stanno piangendo la perdita di una persona cara.

Benedizioni

Maureen

Il giorno in cui l’orologio si è fermato

Il dolore mi ha cambiato. Irrevocabilmente. La mia vita non sarà mai più la stessa. La mia vita è stata divisa a metà. La metà che ero prima che Stuart morisse e la metà che sono adesso. Non si torna indietro. So anche che ho parti del corpo extra, potresti averle anche tu.

Non ho mai saputo di avere un orologio dentro di me fino al 1° dicembre 2006. Sembra di sì. Posso dirti esattamente, volta per volta, cosa è successo da quel giorno in poi, come un’istantanea nel tempo catturata perfettamente. Posso dirti che la giornata era un venerdì ed è iniziata come le altre. Posso dirti a che ora sono andato a letto quella notte. Posso anche dirti a che ora mi ha svegliato la polizia. Posso dirti che ore erano quando ho telefonato al fratello e alla sorella di Stuart. Posso dirvi che ora era quando l’aereo del Royal Flying Doctor è decollato. Posso dirti che ora era quando stavo piangendo in terapia intensiva, mentre mi porgevano una tazza di tè. Posso dirti che ora era quando suo padre ed io abbiamo parlato della donazione di organi. Posso dirti che ora era quando abbiamo disattivato il suo supporto vitale e posso dirti l’ora esatta in cui è morto. Quello fu il giorno in cui l’orologio si fermò! Quel momento era congelato nel tempo, in me!

L’orologio è poi tornato a ticchettare e ticchettare. Per un po’ l’orologio ticchettava di settimane, fermandosi a quell’ora in quel particolare giorno ogni settimana. Quindi l’orologio si spostò cronologicamente sui mesi. Ogni mese in quel giorno, a quell’ora, si fermava. Ricominciare a instancabilmente tic e tac. Una volta all’anno, nel minuto esatto di quel giorno esatto di quel mese esatto il quadrante di vetro dell’orologio va in frantumi – come me, per un momento.

ora lo so, l’orologio continuerà a ticchettare, ticchettando nel ricordare sempre… e va bene, ora è una delle mie parti del corpo.

“Non guardare l’orologio; fai quello che fa. Continua”….Sam Levenson

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