La terapia incontra la spiritualità: una discussione psico-spirituale – Parte 1: Il viaggio interiore

Di recente (R) ho incontrato uno psicologo clinico (Q) dall’Inghilterra e la discussione che abbiamo avuto è stata così stimolante che ho pensato di registrarla. Eccolo testualmente.

D: Quali sono i segni esteriori dello sviluppo interiore, dello sviluppo spirituale?

R: Apparirai più come te stesso, non in un senso fragile e superficiale, ma più come se fossi nella verità della tua natura interiore. Manifesterai il tuo vero carattere con meno compromessi, meno bisogno di attenzioni personali e probabilmente meno importanza personale.

D: Perché probabilmente?

R: I segni esteriori del cambiamento interiore non sono necessariamente conformi alla nostra idea di come dovrebbe apparire una persona spirituale o orientata verso l’interno. Il percorso interiore, o il percorso spirituale, è fondamentalmente la via del paradosso, che di per sé è un’affermazione controversa. E anche un’affermazione che richiede una spiegazione.

D: E la spiegazione è?

R: Che il risveglio umano avvenga attraverso un processo di sfida contraria; tutto ciò con cui ti senti a tuo agio deve essere contrastato radicalmente fino a quando gli opposti di attaccamento e distacco – al carattere, al comportamento, alle abitudini, alla familiarità, in realtà qualsiasi cosa con cui ti identifichi come l’Io-Io-Mio separativo – vengono eliminati, consentendoti di raggiungere il stato di non attaccamento. Tutto apparirà in relazione al suo opposto, alla sua controparte. Mentre persisti nel viaggio interiore, il tuo mondo è visto per qualche tempo come una massa di impulsi e impulsi contrastanti e contraddittori.

D: Puoi portarlo sulla terra per me o esprimerlo in un linguaggio semplice?

R: Devi affrontare tutto ciò che hai negato o represso in te stesso sia nel mondo interiore che in quello esteriore.

D: Ma perché vorresti farlo?

R: Primo, che lo sappiamo o no, abbiamo tutti un profondo desiderio di realizzare il nostro potenziale. Quel potenziale è reale e per realizzarlo dobbiamo diventare integri, il che implica possedere i nostri sé repressi. Secondo, perché la realtà è davvero rotonda, piuttosto che piatta! La realtà è piuttosto come una sfera, quindi per essere in essa, tu stesso devi essere arrotondato. Il modo in cui la maggior parte di noi vive è come esseri umani parziali, presentandoci e credendo in noi stessi come una certa identità ci definiamo attraverso la limitazione e poiché lo fanno tutti, non sembra strano, finché non ti svegli al fatto che il tuo potenziale è molto, molto di più.

D: Qual è il rapporto tra le mancanze, le imperfezioni ei limiti umani e il divino, che per definizione deve essere assoluto, perfetto e puro?

R: La tua condizione umana imperfetta è il veicolo, o il mezzo, per la tua realizzazione del tuo vero sé. Solo per mezzo della facoltà unica di autoriflessione un essere umano può sperimentare se stesso come assoluto e nella sua vera natura. Questo è il viaggio interiore.

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